di Silvia Pisanu

Quando si dice che senza musica sarebbe più complicato stare al mondo non è né un’esagerazione né una banalità. Una canzone ha dentro di sé un’infinità di poteri magici: può essere terapeutica, rasserenante, di compagnia e ragione di aggregazione e comunione di interessi fino a rappresentare un ricordo indelebile che in un velocissimo puff riaffiora alla mente e ti ricorda di un ragazzo che ti ha fatta sognare o di tuo padre quando te la cantava.

Non c’è differenza alcuna tra esseri umani che non possa trovare un punto di incontro nell’emanazione di note che di colpo ci fanno sorridere o canticchiare anche i più sconosciuti motivetti. E non c’è tempo in cui questa passerà di moda, evergreen come i jeans e le cose più ovvie del nostro quotidiano. In estate poi si innesca quel qualcosa in più che, con le uscite che si fanno più frequenti e gli appuntamenti che raddoppiano, si impossessa di corpi che ballerebbero per l’intera stagione.

Non è dunque un caso che si parli tanto, tra gli eventi cult e in corso, del Jova Beach Party, un esempio di come le spiagge, luogo estivo per antonomasia, possano diventare un’esplosione di gioia e comunanza. Un mezzo anche, e da non sottovalutare, per dare respiro ai commercianti delle zone interessate e popolare coste, talvolta atte a una rivalorizzazione, con un sano intento di divertimento e festa.
Non di minore importanza sono poi i messaggi che si possono lanciare a macchia d’olio in eventi così pubblicizzati e motori di grande partecipazione: in questo caso, per esempio, la partnership con il WWF vuole sensibilizzare il pubblico nei confronti di uno dei più grandi problemi ambientali del momento, ossia l’inquinamento presente in natura a causa della plastica e lodevole a tale proposito è stata la garantita e realizzata pulizia della spiaggia a fine concerto.

La musica è un veicolo di comunicazione tra i più potenti da sempre, non a caso esiste infatti la musica di contestazione, e renderla fruibile in un contesto accattivante la rinvigorisce dei suoi intenti. Operazioni di questa portata non sono semplici da mettere in piedi e nemmeno da tenere del tutto a bada se si pensa a norme di sicurezza da rispettare e al grandissimo carico di persone che di volta in volta si raccolgono intorno a questi eventi e a non rendere il gioco facile sono spesso anche le amministrazioni locali e i permessi difficili da ottenere fino a discussioni e polemiche intessute di politico.

Certo è che il format ottiene una buonissima risposta da parte del pubblico anche grazie a biglietti dal basso costo e riaccende la voglia di partecipazione che molto spesso si fa latente, permettendo di lasciarsi alle spalle almeno per una notte i pensieri più cupi. Inoltre eventi di questo tipo danno, che sia per una sola stagione o di più, lavoro a molte persone impiegate nell’organizzazione, nell’allestimento, nella sicurezza e non da meno nel food & beverage.

In un paese in cui la lamentela e la polemica sono sempre a portata di mano i contro potrebbero essere molti ma a vincere, in questo caso, sono di gran lunga i pro della progettualità, del fare, del partecipare e del condividere da cavalcare con fierezza esattamente come le onde che fanno da sfondo a una festa che è appena cominciata.