di LUCA MAZZUCCHELLI

 

Quali sono le tue abitudini?
Hai l’abitudine di mangiare sano o di riempirti di junk food? Hai l’abitudine di andare a correre ogni mattina o di svegliarti e accenderti immediatamente una sigaretta? Hai l’abitudine di stare sui social per un’ora prima di dormire o di dedicarti alla lettura? Hai l’abitudine di cercare il positivo nelle crisi o di immergerti in un mare di pessimismo? Ti svelo una cosa: tu sei niente di più e niente di meno che il risultato delle abitudini che hai adottato negli ultimi anni.

Non ce ne rendiamo conto ma le abitudini, ossia tutte quelle azioni che attuiamo ogni giorno in modo automatico senza pensarci sopra, plasmano in modo invisibile e inesorabile le nostre vite, condizionando fortemente le persone che siamo e quelle che diventeremo.
Ma c’è di più: non solo le abitudini che abbiamo condizionano quello che siamo, ma sono anche la via maestra per raggiungere i nostri obiettivi.

Ci hanno sempre fatto credere che sia la motivazione a fare la differenza nei processi di cambiamento e nel raggiungimento dei nostri traguardi, ma non è così: certo, quando siamo impegnati a perseguire qualcosa essere motivati conta, ma ancora di più conta impostare un sistema di abitudini a sostegno del nostro percorso. Infatti, dal momento che le attuiamo in modo automatico, una volta acquisite le abitudini lavorano per noi e ci traghettano senza sforzo consapevole verso la direzione da noi auspicata. Ecco perché è importante studiare la scienza delle abitudini: per imparare ad automatizzare i comportamenti più utili ad avvicinarci ai nostri obiettivi, valori e mete.

ABITUDINI VINCENTI SUL LAVORO

La scienza delle abitudini può essere applicata per massimizzare i nostri risultati in ogni ambito nella vita, compresa la sfera lavorativa. A questo proposito voglio condividere tre piccole abitudini che hanno fatto la differenza nel mio approccio al lavoro, e spero possano aggiungere valore anche al tuo.

La prima abitudine che ti consiglio di sperimentare è quella di dedicare un minuto ogni mattina a pensare all’obiettivo principale della tua giornata lavorativa, il tuo main goal. Adottare questo piccolo rituale ha rivoluzionato la mia produttività. Ho sempre avuto una certa attitudine ad organizzarmi il lavoro ma, tra le varie richieste che ricevo e gli imprevisti dell’ultimo minuto, rischiavo di allontanarmi da ciò che per me aveva il maggior valore.
Al contrario, chiedermi ogni mattina “qual è la cosa più importante che devo fare oggi e che, se riesco a farla, mi farà sentire soddisfatto della mia giornata lavorativa?” mi aiuta a rifocalizzare la mia attenzione sulle priorità e, quando mi capita di essere in alto mare o non so da dove ricominciare, ripenso al mio main goal e riparto da lì, da quel punto per me di maggior valore.

La seconda abitudine che ti consiglio di adottare è quella di considerarti causa. Quando le cose non vanno come vorremmo solitamente abbiamo due alternative. Poniamo che un mio progetto non stia dando i risultati desiderati.
La prima strada è considerarmi effetto di ciò che succede. Ciò significa attribuire la responsabilità al di fuori di me: al collaboratore che non ha svolto bene il suo lavoro, al fornitore distratto, al mercato in crisi, ecc. La seconda strada, al contrario, è considerarmi causa della situazione. Ciò mi porterà a chiedermi: cosa posso fare io di diverso per far sì che le cose vadano in un altro modo? E, nello specifico: come posso diventare più chiaro con il mio collaboratore? Incentivare in modo più efficace i fornitori? Diventare più competitivo sul mercato? E, con in mano queste risposte, potrò muovermi di conseguenza. Il cambio di mentalità generato da questa abitudine mentale è straordinario: se pensiamo di essere effetto delle cose che ci succedono, infatti, rinunciamo alla responsabilità ma anche alla possibilità di cambiare le cose; al contrario, se ci scegliamo come causa delle cose che non vanno come vorremmo, acquisiamo potere.

La terza abitudine che ti consiglio di adottare è quella di rivolgere spesso apprezzamenti e incoraggiamenti ai tuoi collaboratori. La ricerca dimostra che i team guidati da manager che li incoraggiano spesso ottengono performance del 31% migliori dei team guidati da responsabili meno propensi agli elogi. Mica male, eh? Io l’ho adottata e il mio team ne ha beneficiato enormemente, ti consiglio di farla tua.

Bene, è tutto! Solo una raccomandazione: ricorda che queste azioni saranno tanto più efficaci quanto più sarai capace di renderle degli automatismi. Nel mio libro Fattore 1% – come piccole abitudini portano a grandi risultati, ti fornisco un metodo innovativo per trasformare i comportamenti in abitudini, automatizzando quelle azioni che ti faranno fare la differenza.